Benvenuti nel nostro sito in continua evoluzione !

Benvenuti nel nostro sito in continua evoluzione ! - ARKONSULT

 A®KONSULT è una impresa attiva da circa un ventennio nel settore della Proprietà Industriale ed Intellettuale con sede a Padova.

Preparazione ed esperienza di Professionisti abilitati in tutela della Proprietà Industriale e Intellettuale garantiscono al servizio delle Imprese i migliori servizi di tutela di ogni forma di creatività/distintività nonché l'attività di ricerca e sviluppo, quindi la concreta ed efficace protezione di quanto si definisce il know-how di tecnologia, di innovazione e immagine delle MPMI.

I nostri Consulenti sono iscritti all’Ordine Nazionale dei Consulenti in Proprietà Industriale e rappresentano avanti l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (U.I.B.M.) e alla Commissione dei Ricorsi,  all’Albo dei Mandatari per il Marchio Europeo e il Modello Comunitario dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (E.U.I.P.O.), collaborano con Consulenti iscritti all’Albo dei Rappresentanti presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti (E.P.O.) ed all’Albo dei Consulenti Tecnici in Tribunale. Sono Consulenti di Parte in procedimenti giudiziari.

Più volte relatori e docenti in convegni e corsi di formazione, nonché autori di articoli pubblicati on line e su riviste di settore inerenti aspetti generali e casististiche specifiche della Proprietà Industriale ed Intellettuale, ivi compreso Internet. 

A®KONSULT  collabora inoltre con professionisti di pluriennale e comprovata esperienza in vari ambiti strettamente correlati, in ambito legale, tributario e con designers fornendo strumenti di tutela strategici ed affidabili in relazione al patrimonio immateriale delle Imprese.

Per l'estero A(R)KONSULT si avvale della partnership consolidata con Studi di provata esperienza e competenza per assistere le Aziende direttamente sul posto.

L'intento di A®KONSULT è quello di affiancare quale risorsa strategica l’Impresa nella definizione della strategia più vantaggiosa per la protezione del patrimonio Intellettuale e dell'attività di ricerca e sviluppo traendone il giusto vantaggio competitivo. E' questa l'unica e più costruttiva strategia d'impresa per confrontarsi e difendersi in un contesto di sempre più agguerrita competitività globale.

Un importante riconoscimento del ruolo del ns. Ordine professionale è avvenuto proprio di recente con l'audizione alla Commissione Giustizia del Senato della ns. Presidente dr. A. Bardone. 

Il Presidente, dopo aver presentato l’Ordine dei Consulenti in P.I. e illustrato le peculiarità del Consulente nel settore giustizia, con riferimento al PNRR ha presentato una proposta di revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione delle controversie alternative o complementari al Tribunale per rendere più efficienti i procedimenti giudiziari in materia IP, in particolare estendendo l’obbligatorietà della mediazione e della negoziazione assistita nelle controversie industrialistiche.

Al contempo, ha insistito per l’estensione ai Consulenti in P.I. del patrocinio nell’accertamento tecnico preventivo, arbitrato industrialistico, mediazione e negoziazione assistita. Infine, ha sottolineato la disponibilità a formulare emendamenti o una proposta di legge in tal senso.  

Di recente la ns. dr. Carmignato si è associata ad ASSEPRIM - Federazione Nazionale Servizi Professionali per le Imprese (https://www.asseprim.it) con la quale sta instaurando una convenzione per i Soci per servizi I.P. di sicuro interesse e vantaggio per le Aziende.

 Navigate nel nostro sito per scoprire tutte le opportunità che possiamo offrirVi. 

BREXIT: mantenere la continuità della tutela nel Regno Unito per i diritti

BREXIT: mantenere la continuità della tutela nel Regno Unito per i diritti - ARKONSULT

Dunque dal 1 gennaio 2021 l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà pienamente i suoi effetti, fra i quali la fine della validità nel Regno Unito dei marchi UE, dei design comunitari, delle varietà vegetali U.E. e in generale di tutti i diritti di proprietà intellettuale con validità unica in tutti gli stati dell’UE.

Come sarà possibile mantenere la continuità della tutela nel Regno Unito, dopo il 31 dicembre 2020, per un marchio UE, per un design comunitario o per un altro diritto con validità unica nell’UE?

Il governo britannico ha istituito dei meccanismi finalizzati a garantire la continuità della tutela nel Regno Unito per tali diritti Soltanto in alcuni casi la continuità della tutela sarà automatica, mentre in altri casi il titolare del diritto che desideri mantenere una tutela nel Regno Unito dovrà agire entro un dato termine, pena la perdita del diritto stesso.

Ecco come funzioneranno, caso per caso, i meccanismi per la continuità della tutela nel Regno Unito per i principali diritti di proprietà intellettuale. 

 Marchi e design già registrati al 31 dicembre 2020

Per tutti i marchi UE già registrati al 31 dicembre 2020 e per tutti i design comunitari già registrati e pubblicati alla stessa data, l'Ufficio per la Proprietà Int.le del Regno Unito (UKIPO) creerà automaticamente una registrazione nazionale equivalente nel Regno Unito che manterrà la data originale della corrispondente registrazione UE/comunitaria.

La registrazione nazionale equivalente manterrà la data di deposito, la data di priorità e l’eventuale preesistenza della domanda originale di marchio UE/design comunitario,

Se NON si è interessati a diventare titolari di una registrazione nazionale nel Regno Unito per il marchio e/o per il design, dopo il 1 gennaio 2021 sarà possibile presentare una formale rinuncia.

Domande di marchio o design ancora pendenti al 31 dicembre 2020

Per tutte le domande di registrazione di marchio UE e design comunitario ancora pendenti al 31 dicembre 2020, e per i design comunitari registrati ma non ancora pubblicati alla stessa data, NON sarà creata automaticamente alcuna domanda equivalente nel Regno Unito: sarà invece possibile depositare, entro il 30 settembre 2021, una domanda di registrazione nazionale nel Regno Unito per lo stesso marchio o design, che manterrà la stessa data di deposito e l’eventuale priorità della domanda UE. Non è prevista alcuna gratuità per la nuova domanda.

 

Attenzione!

La fine del periodo transitorio Brexit comporterà la creazione contemporanea di moltissimi nuovi marchi nazionali nel Regno Unito.

In considerazione di questa ondata di nuovi depositi nazionali, consigliamo:

– a chi ha interesse a registrare un marchio nel Regno Unito:
di procedere subito con il deposito, perché dal 1 gennaio 2021 le procedure di registrazione presso l’UKIPO potrebbero subire dei ritardi proprio a causa della mole di nuove registrazioni da gestire.

Nel caso di marchi UE:

– oggetto di accordo di licenza/di coesistenza

– coinvolti in procedure di opposizione e/o contenzioso

CONTATTACI per valutare le procedure da seguire.

Registrazioni di marchio collettivo o di certificazione già concesse al 31 dicembre 2020

Anche nel caso di un marchio UE collettivo o di certificazione già registrato al 31 dicembre 2020, l’UKIPO creerà automaticamente e senza alcun costo o formalità una registrazione nazionale equivalente. Soltanto in caso di necessità, L’UKIPO contatterà il titolare del marchio per chiedere la presentazione di una traduzione in inglese del regolamento sull’uso del marchio; la mancata presentazione della traduzione del regolamento a seguito di tale richiesta comporterà la perdita del diritto.

 

Marchi internazionali che designano l’Unione Europea

Le registrazioni int.li di marchio secondo il sistema di Madrid che designano l’UE e che sono state concesse al 31 dicembre 2020 daranno luogo alla creazione automatica di una registrazione nazionale equivalente nel Regno Unito.

Uso del marchio

L’uso del marchio UE effettuato prima del 1 gennaio 2021 nella UE (anche se non specificamente nel Regno Unito), sarà considerato uso del marchio nazionale equivalente. Dal 1 gennaio 2021, tale uso NON sarà considerato uso del marchio nazionale equivalente nel Regno Unito.

Novità vegetali U.E.

Novità concesse al 31 dicembre 2020

Le novità già concesse al 31 dicembre 2020 saranno automaticamente convertite in privative nazionali per varietà vegetali del Regno Unito. Non è dunque necessario predisporre ulteriori domande.

Domande pendenti al 31 dicembre 2020

Le domande UE per varietà vegetale che saranno ancora pendenti al 31 dicembre 2020 non saranno oggetto di conversione automatica in privative nazionali per varietà vegetali del Regno Unito.

Nel caso in cui non ci sia la certezza che la domanda giunga a concessione prima del 31 dicembre 2020, sarà necessario depositare la corrispondente domanda nazionale del Regno Unito (tale procedura è prevista fin da ora).

 

Indicazioni geografiche

Secondo le informazioni disponibili al momento, le indicazioni geografiche attualmente registrate nell’UE dovrebbero essere automaticamente protette dalle leggi nazionali del Regno Unito dopo il 1 gennaio 2021 senza necessità di alcun atto formale. Tuttavia mancano ancora informazioni ufficiali dettagliate al riguardo.

Certificati complementari di protezione

I certificati complementari di protezione (CCP) sono governati dalle norme UE ma vengono richiesti e concessi quali diritti nazionali nei singoli stati, dunque la fine del periodo transitorio non avrà ripercussioni sulla tutela dei CCP. Le domande di CCP pendenti nel Regno Unito al 31 dicembre 2020 godranno dello stesso grado di protezione dei CCP già concessi.

Brevetti europei

Il brevetto europeo non è governato dalle norme UE, dunque la Brexit non avrà alcun effetto sui brevetti europei, né sulle domande pendenti di brevetto europeo.

Blocco in dogana delle merci in violazione di diritti di proprietà intellettuale

A partire dal 1 gennaio 2021 le richieste di intervento alle dogane U.E. per il blocco delle importazioni di merci in violazione di diritti di proprietà intellettuale non avranno più validità nel Regno Unito. Per continuare a impedire l’ingresso nel Regno Unito di merci in violazione di diritti di proprietà intellettuale sarà necessario presentare una nuova domanda presso le autorità doganali britanniche.

IL RECOVERY FUND: COME FUNZIONERA'

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Cos’è il recovery fund?

Il discusso Recovery Fund, in maniera semplicistica, può essere definito come un mezzo per sostenere l’economia europea, ed in particolare dei singoli Paesi più colpiti dalla crisi seguente l’epidemia da coronavirus.

Tale fondo è stato istituito proprio per far fronte all’emergenza economica conseguente la pandemia. Le chiusure forzate hanno, infatti, fortemente compromesso il tessuto economico e sociale, richiedendo un intervento a livello sovranazionali, innovativo.

In particolare, l’intento perseguito dalle istituzioni europee è stato quello di prevedere una forma di intervento che sia il più possibile scevro dalle limitazioni imposte dagli strumenti, fino ad oggi, impiegati.

Proprio sulla strategie da perseguire sono, invero, sorte le maggiori scontri tra gli Stati UE. La questione principale verteva proprio sulla possibilità di ricorrere esclusivamente a strumenti già impiegati in precedenza, quale ad esempio il c.d. MES, Meccanismo Europeo di Stabilità.

Mes e differenze con recovery fund

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è stato istituito grazie alle modifiche apportate al Trattato di Lisbona nel 2011.

Come funziona il recovery fund?

Il Recovery fund supplisce ai deficit fondamentale del MES. In questo caso, infatti, gli Stati non parteciperanno tramite un prestito mutualizzato, cioè mettendo a disposizione somme già disponibili nelle casse di ciascuno degli Stati.

Il meccanismo ivi elaborato, infatti, presuppone che siano emessi i c.d. Recovery Bond, di cui si è molto discusso. Essi cioè sono dei titoli comuni europei, a cui gli Stati partecipano accollandosi parte del debito pubblico che derivano da essi. Cioè sono somme ottenute collocando presso investitori i titoli, costituenti delle obbligazioni.

Sono, quindi, stati emessi dei titoli di debito assicurati a livello europei e collocati sul mercato. Tramite suddetto strumento sono, dunque, stati raccolti circa 750 miliardi di euro, che verranno poi divisi agli Stati membri in base all’incidenza delle crisi economica conseguente l’emergenza sanitaria.

I Paesi membri dovranno, tuttavia presentare un piano per la gestione delle risorse ricevute.

Fonte: Fiscomania

RAFFORZATA LA TUTELA DELLE I.G. IN RAPPORTO AI DIRITTI DI MARCHIO

RAFFORZATA LA TUTELA DELLE I.G. IN RAPPORTO AI DIRITTI DI MARCHIO - ARKONSULT

Con l’entrata in vigore del Dlgs. 15/2019 è stato recepito il nuovo regolamento UE n. 2015/2436 sulle bevande alcoliche comprendente norme che rafforzano la tutela delle indicazioni geografiche in relazione ai diritti di marchio.

Il 9 aprile 2019 il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato un nuovo regolamento relativo alla definizione, alla designazione, alla presentazione e all’etichettatura delle bevande alcoliche e di altri prodotti alimentari, nonché alla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande alcoliche e all’uso dell’alcool etilico e di distillati di origine agricola.

L’obiettivo è quello di migliorare e rendere più chiaro il quadro normativo relativo alle bevande spiritose: le nuove norme dovrebbero garantire una maggiore trasparenza nell’etichettatura in tutto il territorio dell’Unione e assicurare un certo grado di armonizzazione di alcuni aspetti quali, ad esempio, il contenuto massimo di zucchero.

Con l’entrata in vigore del regolamento, le norme riguardanti le indicazioni geografiche di cui viene rafforzata la tutela anche caso di conflitto con marchi, saranno subito applicabili. Di particolare interesse la norma che introduce la possibilità di opposizione alla registrazione di un marchio, rivendicando come anteriorità l’indicazione geografica.

VACCINI: PATRIMONIO UNIVERSALE?

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Covid, “niente brevetti, trasparenza e licenze obbligatorie”. Migliaia di europei per un “vaccino universale” che non lasci indietro Paesi poveri.
È necessario “garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, non ostacolino l’accessibilità a qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro il Covid-19”, si legge nell’iniziativa. L’esempio da seguire è quello dello scienziato Jonas Salk, che a metà del Novecento mise il suo vaccino antipolio sul mercato senza alcun brevetto, rinunciando ai profitti. Una decisione che gli valse l’appellativo da parte della National Foundation for infantile paralysis di “padre adottivo dei bambini di tutto il mondo”.
L’UE deve inoltre “garantire che la sua legislazione in materia di esclusività dei dati e di mercato non limiti l’efficacia immediata delle licenze obbligatorie rilasciate dagli Stati membri”.
I firmatari chiedono anche alla Commissione di “introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’UE per quanto riguarda la condivisione di conoscenze in materia di tecnologie sanitarie, di proprietà intellettuale e/o di dati relativi alla Covid-19 in un pool tecnologico o di brevetti”.